 Dreaming Canada
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| Come si comporta l’occhio nella visione notturna? Come mai la visione notturna è meno dettagliata di quella diurna? Come comportarsi per preservarla e come utilizzarla al meglio? Per rispondere a tutte queste domande è necessario sapere come funziona il nostro occhio e cosa succede all’interno di esso nel passaggio da luce a buio.
Inutile scrivere troppi nomi tecnici o il funzionamento globale dell’occhio, in questo caso ci conviene essere brevi ed andare subito al nocciolo. Sinteticamente possiamo dire che all’interno della nostra retina ci sono due tipi di terminazioni nervose, due tipi di “ricettori”, i coni ed i bastoncelli e servono, rispettivamente, per la ricezione di alti e bassi livelli d’illuminazione. I bastoncelli sono numericamente superiori, da quello che ho letto dovrebbero essere 120 milioni contro appena 7 milioni di coni, e sono anche dislocati diversamente: i coni sono situati al centro mentre i bastoncelli in periferia. Questa diversità numerica e di posizione rende la visione diurna dettagliata, mentre quella notturna confusa e sfocata, in più i bastoncelli hanno una ricezione dei colori molto più bassa rispetto ai coni, per questo di notte vediamo soprattutto in tonalità di nero e grigio. Adesso però dobbiamo spingerci più in fondo, per capire il perché l’occhio per abituarsi al buio ci mette così tanto. Il segreto della visione notturna dell’occhio risiede in un particolare pigmento chiamato rodopsina che si forma a bassi livelli di luminosità e che ricopre i bastoncelli, la formazione di questo pigmento richiede del tempo ed si distrugge alla minima percezione della luce. Per ottenere una visione notturna sufficiente ai nostri scopi dobbiamo aspettare venti minuti al buio, ed anche il solo levare lo sguardo verso il chiarore della luna interferirebbe con il nostro adattamento al buio, in maniera maggiore se c’è la luna piena. Una visione notturna ottimale si ottiene dopo un’ora al buio, e questo è confermato anche dagli appassionati di astronomia che per vedere le galassie deboli aspettano tutto questo tempo.
Adesso, sapendo come funziona il meccanismo della visione notturna possiamo, sciogliere definitivamente il dubbio sul quale sia il colore più adatto per il nostro led o torcia, allo scopo di navigare di notte. Come avrete capito da ciò che è scritto sopra è sempre meglio non accendere luci di nessun tipo, ma in alcuni casi di necessità una luce serve, soprattutto a noi che in fin dei conti stiamo solo giocando. In molti dicono che la luce migliore di notte, cioè la più visibile, sia la blu o il verde, altri dicono che la migliore luce per la visione notturna sia la luce rossa; qual è la risposta giusta? Bene, cominciamo a dire che entrambe le affermazioni sono corrette, ma questo non da adito nessuna contraddizione, poiché la luce verde o blu data la sua alta frequenza è quella che permette di vedere nel modo migliore possibile, basta guardare in un visore notturno per accorgersene, ma di contro questa alta frequenza distrugge molto più velocemente la rodopsina, e quindi la nostra visione notturna sarà inevitabilmente compromessa. La luce rossa, invece, avendo una frequenza molto più bassa rispetto a quella verde o blu, è la più indicata per preservare la visione notturna, anche se naturalmente è sempre sconsigliato guardarla in modo diretto od accendere luci rosse ad alta intensità. In conclusone possiamo affermare che il colore della luce è dettato dalle nostre esigenze, se ricopriamo il ruolo di OPFOR nell’atto di ricercare qualche malcapitato che si è avvicinato troppo ai sentieri, o siamo in un campo potremmo ampiamente utilizzare luci neutre, verdi o blu. Se stiamo interpretando il ruolo di ricognitori ed è imperativo preservare la visione notturna e rimanere in occultamento, è consigliato l’uso, solo per dare un occhiata alla cartina od illuminare un passaggio particolarmente intricato che se percorso al completo buio potrebbe rivelarsi molto rumoroso, di una luce rossa preventivamente schermata od a bassa intensità.
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